Libertà, responsabilità e fiducia: come guida Uri Poliavich
Chiedete a dieci dirigenti come guidano e otterrete dieci variazioni sul tema del controllo. Uri Poliavich dà una risposta diversa, e l’ha ormai messa alla prova due volte: prima in imprese tecnologiche internazionali altamente competitive, poi all’interno di una fondazione benefica che opera in 48 Paesi. Quella risposta ha retto in entrambi i contesti, ed è ciò che rende il suo approccio alla leadership un caso da osservare da vicino.
Da dove nasce questo stile
Le abitudini di comando hanno sempre un’origine e, nel caso di Uri Poliavich, riportano a due capitoli iniziali. Nato nell’Ucraina sovietica nel 1981, arriva in Israele a 14 anni quando la famiglia emigra, e trascorre l’adolescenza osservando dall’interno una società che non conosce: come si formano i gruppi, come un nuovo arrivato si guadagna la fiducia degli altri, come i meccanismi di ricompensa finiscono per plasmare i comportamenti. Più tardi, studiando giurisprudenza per la LLB all’Università Bar-Ilan, aggiunge il corrispettivo formale: una preparazione su come le istituzioni tengono insieme le persone e su come si definiscono le responsabilità con la precisione necessaria a sostenere una collaborazione efficace.
Lo scambio al centro di tutto
Tutto poggia su un unico principio. Chi lavora con Uri Poliavich riceve libertà reale: spazio per decidere, per sviluppare idee non convenzionali, per mettere in discussione le prassi consolidate. In cambio, i ruoli sono definiti senza ambiguità e i risultati appartengono personalmente a chi li produce. Le due metà sono per lui un insieme inscindibile: l’autonomia dà il meglio quando si accompagna alla titolarità dei risultati, e la titolarità è più solida quando le persone hanno la libertà di pensare e di agire.
La cultura fa il lavoro che altrove è affidato alla gerarchia. Invece di moltiplicare i livelli di supervisione, Uri Poliavich costruisce squadre coese attorno a una visione condivisa di lungo periodo, e le ha composte attingendo a più di 30 nazionalità, nella convinzione che prospettive diverse generino idee e soluzioni migliori. Le proposte audaci sono benvenute, messe alla prova e adottate soltanto quando dimostrano di reggere. La sintesi che ne dà lui stesso è diventata la sua frase distintiva: «Dietro ogni prodotto di successo c’è un gruppo di persone che ha imparato a lavorare insieme in modo efficace».
Tre ulteriori abitudini completano il quadro:
- Il mentoring come infrastruttura. I giovani specialisti seguono un percorso di crescita costruito con intenzione: l’apprendista di oggi è la leadership dell’organizzazione fra vent’anni.
- La tecnologia come strumento. Gli strumenti digitali affinano il giudizio umano e semplificano il lavoro: sostengono le persone che li usano, non le sostituiscono.
- L’orizzonte dei dieci anni. Le decisioni si giudicano da come appariranno fra un decennio, e la crescita si valuta attraverso la lente della stabilità di lungo periodo.

Lo stesso metodo, una partita più difficile
Nel 2020 quel metodo è stato applicato a un terreno nuovo. Insieme alla moglie, Uri Poliavich ha creato la Fondazione Yael, guidata da Gerusalemme e dedicata a rendere accessibile ai bambini di tutto il mondo un’istruzione ebraica di alta qualità. La Fondazione Yael applica gli stessi principi di leadership a un ambito in cui i risultati significativi maturano nel tempo e in cui il contesto locale è determinante. La sua risposta è stata portare in questo lavoro gli stessi principi di fondo: fiducia, titolarità dei risultati e pensiero di lungo periodo.
| Abitudine | Nelle sue imprese | Nella Fondazione |
|---|---|---|
| Libertà con titolarità dei risultati | Squadre autonome che rispondono dei risultati | Partner locali alla guida, risultati monitorati |
| La cultura prima del controllo | Visione al posto della supervisione | Dialogo permanente con ogni scuola |
| Il mentoring come infrastruttura | Crescita degli specialisti junior | Formazione di insegnanti e presidi |
| L’orizzonte dei dieci anni | Prima la stabilità, poi la velocità | Programmi pensati per generazioni |
Il trasferimento risulta quasi letterale. Dove le sue aziende concedevano autonomia alle squadre, la Fondazione Yael opera attraverso organizzazioni locali di cui le comunità si fidano già, lasciando che ogni intervento segua i bisogni rilevati sul campo. Dove il management restava vicino al lavoro quotidiano, la Fondazione Yael mantiene un dialogo costante con i dirigenti e gli insegnanti delle oltre 145 istituzioni che sostiene. Dove le imprese facevano crescere i più giovani, la Fondazione Yael forma educatori a ogni livello e riunisce i presidi delle scuole ebraiche in un percorso di leadership che attraversa i confini e in un vertice annuale.
Risultati che il leader non tocca mai
La prova di una leadership esercitata attraverso gli altri è ciò che accade dove il leader non c’è e, misurata con questo metro, l’evidenza si accumula in fretta. Oggi più di 29.000 bambini studiano nella rete della Fondazione Yael, distribuita in oltre 100 città. I bilanci sono stati rafforzati, il peso delle rette alleggerito, gli edifici ristrutturati e centinaia di insegnanti formati: ciascuno di loro dà oggi forma ad aule che Uri forse non vedrà mai di persona.
Al Campo Yael del 2026, 600 di quei bambini, provenienti da 23 Paesi, hanno trascorso l’estate imparando insieme in 8 lingue, dentro un programma costruito sullo stesso principio dei suoi consigli di amministrazione: metti prospettive diverse nella stessa stanza e ne esce qualcosa di migliore.
Perché la responsabilità non si ferma sulla soglia
La convinzione più originale di Uri Poliavich riguarda i confini del mestiere di leader. La consuetudine li traccia al limite dell’organizzazione; lui li sposta molto più in là. Chi ha imparato a costruire istituzioni destinate a durare, sostiene, può mettere una parte di quella capacità al servizio della società: un senso di responsabilità strutturale, più che caritatevole nell’accezione sentimentale del termine. La priorità l’ha fissata in una formula che lo accompagna da anni: è lo scopo benefico, insiste, a spingere la sua impresa, non l’impresa a limitarsi a finanziare la beneficenza.
L’istruzione ha conquistato il posto centrale perché è lì che la leadership si moltiplica più rapidamente che altrove. Un insegnante che cresce guida i bambini; un preside più forte guida gli insegnanti; una scuola resa stabile guida la sua comunità. L’ultima mossa del modo di guidare di Poliavich è, di fatto, un piano di successione applicato a una missione: istituzioni da Limassol a Lisbona progettate per portare avanti il lavoro molto tempo dopo che il fondatore si sarà fatto da parte.
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